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Sentenza n. 37/2015 della Corte Costituzionale - illegittimità incarichi dirigenziali
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Da: Scorriendo22/06/2017 20.28.33
Che saranno licenziati tutti!
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Da: ORPO__UNICUM22/06/2017 21.30.42
Il dott. Zammarchi, già in qualità di Direttore centrale Audit esercita le funzioni di pianificazione, indirizzo, coordinamento e controllo di regolarità amministrativa e contabile nei confronti degli uffici centrali e periferici ed, avvalendosi, in particolare, dell'ufficio Compliance, dirige e governa indagini amministrative sull'attività svolta dai dirigenti e responsabili di posizioni organizzative speciali, nonché verifica segnalazioni pervenute e coordina i rapporti con l'Autorità giudiziaria. Dunque, le responsabilità attinenti alla funzione di responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza ben si conciliano con l'attuale incarico di vertice e con l'attività istituzionale attribuita alla Direzione centrale che dirige.
In strutture articolate come l'Agenzia delle Entrate possono essere previste a supporto del responsabile figure di referenti: analogamente al precedente responsabile, il dott. Zammarchi si avvarrà pertanto quali referenti dei Direttori Centrali e Regionali.
Rispondi

Da: amateci 22/06/2017 23.24.16
AMMINISTRAZIONE DISUMANA POVERI NOI E POVERI I CONTRIBUENTI.
AMNESTY INTERNATIONAL INTERVENGA
Rispondi

Da: Capra capreeee 22/06/2017 23.25.09
The public che sei un troll è evidente. C'è chi trova soddisfazioni in un tramonto, chi nello sport... Tu qui dentro a fingerti manager. Oh contento tu!
Un piccolo appunto. Non parlare di cose che sai per sentito dire tanto fai sempre la figura del pollo.
Quanto mai il PD ha abbracciato nientepopodimenoche le dottrine bla bla bla.
La lancia sai dove infilartela tu e quella manica di utili idioti del PD.

Scomparira come tu non sarai mai un vero manager ma solo un troll
Rispondi

Da: manette23/06/2017 04.52.53
fanculotroll
Rispondi

Da: manette23/06/2017 06.58.52
e tutto il pd
Rispondi

Da: manette23/06/2017 07.23.16
questi sono i MANAGER CIALTRONI FARABUTTI  del pd
GOVERNO LADRO!!!!!economici.it
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ATTUALITA' giugno 22, 2017 posted by Fabio Lugano
SI PROSPETTA LA SOLUZIONE DI PADOAN PER BPVI E VB. UN REGALO AD INTESA A SPESE DEL CONTRIBUENTE. CHE DIRE, COMPLIMENTI




Questa mattina Paolò Cardenà, ottimo analista di questioni bancarie ed amico, scriveva su FB



A un euro, le banche venete, me le compro io. Anzi, dato che sono di manica larga, facciamo anche due euro. Voglio scialare. Ci si scherza, ma il risultato finale di questa brutta storia, qualunque esso sia, dimostra solo il dilettantismo con il quale (non) si sono affrontate le questioni bancarie, dopo anni e anni di inerzia che ha aggravato la situazione.

IL problema è che ha perfettamente ragione, anzi, la cosiddetta "Soluzione" che pare verrà partorita dalle aule ministeriali e che vi illustreremo fra poco, vi sconsigliamo di provare ad applicare in proprio, perchè incorrereste nel reato di Bancarotta Fraudolenta (fra 3 e 10 anni di pena), nella sottospecie della Bancarotta per Distrazione:

La distrazione: si ha distrazione quando si conferisce al bene una destinazione diversa da quella imposta dalla norma giuridica, ovvero quella di tenere a disposizione degli organi del fallimento i beni dell'imprenditore insolvente, affinché possano essere distribuiti ai creditori. L'impostazione maggioritaria ritiene che per l'accertamento della distrazione sia sufficiente verificare la sussistenza di una sproporzione ingiustificata tra attivo e passivo nel bilancio dell'impresa. (Altalex)

Non mi viene in mente nessun altro termine per definire quello che si sta compiendo per via legislativa.

Ecco la soluzione, caldeggiata, ovviamente, dal sistema bancario che , dopo aver schifato le Venete, ora fa la corsa per accaparrarsene i pietosi resti.

Le banche andrebbero fi fronte ad una parziale liquidazione coatta. Da un lato avremmo una parte risanata , senza gli NPL, senza il contenzioso con i soci azzerati, che sarebbe assegnata ad una cifra "Simbolica" a Banche intesa , dall'altra  una Bad Bank, che gestirebbe gli NPL ed il contenzioso.



Come verrebbe capitalizzata questa società:

dal capitale delle vecchie banche ;
dalla conversione degli obbligazionisti Junior;
se si volesse applicare la normativa BRRD alla lettera anche dagli obbligazionisti ordinari (fino ad un massimo dell'8%).
Cosa si avrebbe come risultato:

la banca "Buona", regalata ad Intesa (o a qualche altro istituto, visto che avere attivi gratis pare sia una cosa interessante per tutti), si porterebbe dietro l'attivo "Buono" ed i Conti Correnti, che verrebbero garantiti, come del resto lo sono sempre stati;
la banca "Cattiva" gestirebbe, con un'iniezione di capitali da parte dello stato di 5 o 6 miliardi , gestirebbe gli NPL ed i contenziosi, azzerando azionisti ed obbligazionisti Junior.
Per gli obbligazionisti Junior ante 2015, tutti misselling, interverrebbe  poi una eventuale soluzione come quella per MPS, cioè lo Stato imporrebbe la sostituzione delle stesse, senza perdite aggiuntive.

Come ho scritto all'inizio non provate ad applicare questa soluzione alle vostre finanze private perchè incorrereste nella "Bancarotta Fraudolenta per distrazione": infatti sottrarre i beni ai creditori (leggasi azionisti precedenti azzerati fraudolentemente) è un reato penale non secondario. Il tutto dopo mesi e mesi di assicurazioni che non vi sarebbe stato il bail in , che tutto andava bene etc etc.



I risultati :

Atlante va a zero, come prevedibile;
gli azionisti azzerati possono sperare di avere ristoro solo tramite azione legale, che, a questo unto, acquisisce ancora più forza. A questo punto ci sono pure estremi di incostituzionalità (art 47 cost). La Bad Bank dovrà gestire e concludere questi contenziosi;
la soluzione è la più costosa per la collettività per fare un regalo a qualcuno. Letteralmente un regalo ad uno a spese di tutti. Un regalo che poi condurrà tanti altri regalini, sotto forma di contributi pubblici per lo scivolo dei dipendenti in esubero, che saranno ancora più numerosi , vista la necessità di far fronte all'integrazione con Intesa;
si è fatto strame di tutta la certezza del diritto, con un'esempio di superficialità totale ed assoluta , di sprezzo della legge e del buon senso.
Che dire, fate causa come se non ci fosse un domani, e ricordatevi di queste scellerate scelte quando pagherete le tasse per coprire qusti costi e quando sceglierete i vostri politici, se ancora e lo permetternno.
Rispondi

Da: manette23/06/2017 07.27.09
E PURE IGNORANTI, PRESUNTUOSI ED IPOCRITI

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ATTUALITA' giugno 21, 2017 posted by Guido da Landriano
TEMA DELLA MATURITA': IL TESTO DEL PERFETTO PIDDINO




Niente economia, ma poesia . La Fedeli, nelle "Traccie" (sic)



per la maturità, è riuscita a dare il compendio perfetto del Piddino Moderno.

Vediamo il testo da analizzare, di Giorgio Caproni, autore novecentesco quasi mai affrontato

"Non uccidete il mare, la libellula, il vento. Non soffocate il lamento (il canto!) del lamantino. Il galagone, il pino: anche di questo è fatto l'uomo. E chi per profitto vile fulmina un pesce, un fiume, non fatelo cavaliere del lavoro. L'amore finisce dove finisce l'erba e l'acqua muore. Dove sparendo la foresta e l'aria verde, chi resta sospira nel sempre più vasto paese guasto: Come potrebbe tornare a essere bella, scomparso l'uomo, la terra"

Il testo del perfetto Piddino, ipocrita, superficiale, buonista e misantropo. Che desidera condurre alla distruzione del genere umano per "Abbellire" la terra, come il PD desidera giungere alla distruzione degli italiani. Sicuramente non il miglior prodotto di Caproni, ottimo traduttore, ma che va bene alla signora Ministro, che magari è pure riuscita a leggerlo, senza comprenderlo.

Il testo perfetto per la Fedeli, ministro più laureato della Repubblica, degno successore di Giovanni Gentile, Di Medici, di De Mauro. Noi, che siamo scavezzacollo ed anarchici, proponiamo altri testi:

Veemente dio d'una razza d'acciaio,
Automobile ebbrrra di spazio!,
che scalpiti e frrremi d'angoscia
rodendo il morso con striduli dentiâ
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma .
e d'olì minerali,
avido d'orizzonti e di prede sideraliâ
io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il mondo!



Tommaso Maria Marinetti



Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!

â.

ââ

Fiorenza mia, ben puoi esser contenta
di questa digression che non ti tocca,
mercé del popol tuo che si argomenta.
      Molti han giustizia in cuore, e tardi scocca
per non venir sanza consiglio a l'arco;
ma il popol tuo l'ha in sommo de la bocca.
      Molti rifiutan lo comune incarco;
ma il popol tuo solicito risponde
sanza chiamare, e grida: «I' mi sobbarco!».
      Or ti fa lieta, ché tu hai ben onde:
tu ricca, tu con pace, e tu con senno!

(Purgatorio, estratto del Canto VI)
Rispondi

Da: funzionaRIA, INCA......IMA 23/06/2017 08.02.14
Avete letto l'articolo pubblicato su Pagineonline di Marco Annecker sui "concorsi pubblici" e sul metodo Agenziale degli"incaricati"......non ho parole, anzi  ne ho tante ma sono Parolacce😠. ...ops forse anche  Lui e' un incaricato.....
Rispondi

Da: The public manager23/06/2017 08.47.38
E' un fatto storico innegabile che il CCNL Dirigenza del Governo D'Alema costituì uno step decisivo per la realizzazione di una PA manageriale (IMHO ancora work in progress).
Rispondi

Da: er pecorino23/06/2017 09.23.17
a public manager.... tè prego ....a chiudete....!! Te vene meglio a parla de pizze cetrioli e farina credimi!! E' più er campo e er settore tuo!! PD pe tte' sta a significa Pizza a Domicilio!!  E CCNL Pizza Cotta Con Nuova Legna!!!  PA invece voi dì Pizza Artavolo!!! Rendite conto... questo è il tuo livello de managggement!! Nun sta a sparà altre stronzate...grande COJONE TRIFOLO!!! Me raccomando tra na cojonata e narta che stai a scrive facennoci tutti stà a sbellicà... passa a prendè e cetrioli!! In questio sei pe davero un gran PUBLIC COJON TRIFOLAT MANAGGERREEE!!!
Rispondi

Da: senza giri di parole23/06/2017 09.23.44
Scaricate il regolamento e le modalità di partecipazione contenuti nel notiziario "LA MEZZA PAGINA" del 31/05/2017 (vedi - http://www.dirpubblica.it/contents.aspx?id=1742).

Rispondi

Da: ORPO__UNICUM23/06/2017 10.02.44
Mi pareva fosse reato...invece era un calesse



Dunque, c'è un tenente colonnello della Guardia di Finanza che al telefono chiama amore, tesoro e altre affettuosità varie una (nota) commercialista. A sua volta lei, la commercialista, durante l'interrogatorio spiega ai magistrati che nessuna mazzetta è stata mai versata per abbassare le cifre da pagare all'erario. Sì, qualche migliaio di euro all'ufficiale li ha versati, ma guai a parlare di reati: era semplicemente il compenso perché lui le aveva procurato un ottimo cliente (sic). Sono alcune «perle» che emergono dall'ultimo scandalo che scuote il Nordest: il giro di tangenti per «aggiustare» i controlli fiscali. Saranno i giudici a individuare le eventuali responsabilità penali delle persone coinvolte: imprenditori, professionisti, funzionari dell'Agenzia delle entrate, militari di alto grado della Gdf (e chissà che non vengano fuori ulteriori sorprese). Ma il sistema da cui l'indagine nasce è chiarissimo. Anche perché siamo sullo stesso terreno socio-culturale-economico che ha prodotto il bubbone Mose.

Rispondi

Da: manette23/06/2017 11.13.31
manette pettutti

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  Corriere Del Veneto > > L’Ex Magistrato: «Banche Venete,I Pm Non Vollero Indagare Su BpviCosì Il “Sistema” Protesse Zonin»
LA VICENDA
L'ex magistrato: «Banche venete,
i pm non vollero indagare su Bpvi
Così il "sistema" protesse Zonin»
L'anticipazione del libro di Cecilia Carreri: «Ecco come mi hanno fermata»

Ci sono delle volte in cui la vita prende i ritmi di una regata in barca a vela. E la decisione di cambiar rotta, una strambata improvvisa, muta per sempre il corso degli eventi. È capitato a Cecilia Carreri, fino al 2009 giudice in servizio al tribunale di Vicenza. La ribattezzarono «Ciclone Carreri» per come era riuscita a portare in aula uno dei pochissimi casi di Tangentopoli a Vicenza. Poi l'onta di vedersi processare da Csm: trasferita e sanzionata perché, nonostante il mal di schiena e gravi problemi familiari, aveva svolto delle attività sportive in mare. Per tutti divenne «il giudice skipper» e così forse sarebbe stata ricordata, se nel frattempo non fosse intervenuto il crollo della Banca Popolare di Vicenza. Perché, ripercorrendo a ritroso la storia giudiziaria dell'istituto, venne fuori che proprio lei fu l'unico magistrato a tentare di smascherare la (presunta) malagestione di Gianni Zonin, all'epoca potentissimo presidente di BpVi. E se le avessero dato retta, forse, le cose sarebbe andate diversamente. Oggi migliaia di risparmiatori vedono in Cecilia Carreri l'eroina che, sola contro un sistema inerte, cercò di mettere sotto inchiesta i manager della banca. Fallì. E ora quella vicenda è diventata un libro scritto proprio dall'ex magistrato (ha dato le dimissioni) che uscirà nelle librerie il 29 giugno per i tipi di Mare Verticale. Si intitola Non c'è spazio per quel giudice - Il crack della Banca Popolare di Vicenza e sono 350 pagine durissime, dove compaiono decine di nomi e cognomi di imprenditori, politici, giornalisti e (tanti) magistrati che all'istituto di credito erano collegati da una rete di affari, regali, parentopoli, posti di lavoroâ

«Fojadelli mi prese di mira» «Quando nel 1997 arrivò Antonio Fojadelli come nuovo procuratore di Vicenza - scrive l'ex gip - iniziò subito a prendermi di mira. S'intrometteva di continuo nell'organizzazione dell'Ufficio indagini preliminari (â). Ma il motivo di maggiore tensione era dovuto al fatto che Fojadelli tratteneva per sé le indagini che riguardavano i personaggi più importanti della città, gli apparati politici e imprenditoriali e, spesso, il fascicolo di quelle indagini era trasmesso al nostro ufficio con una richiesta di archiviazione (...) che mi accusava di respingere troppo spesso.». Nel 2001 la procura di Vicenza aprì un fascicolo a carico di Zonin e altri, scaturito da alcune segnalazioni e da un'ispezione di Bankitalia. Le accuse andavano dal falso in bilancio alla truffa. «Da quelle ispezioni, perizie e memoriali - si legge nel libro - emergevano fatti molto gravi, operazioni e finanziamenti decisi da Gianni Zonin in palese conflitto di interesse tra le sue aziende private e la Banca usata come cassaforte personale. Balzava evidente l'assoluta mancanza di controlli istituzionali su quella gestione: un collegio sindacale completamente asservito, un Cda che non faceva che recepire le decisioni di quell'imprenditore, padrone incontrastato della banca. Nessuno si opponeva a Zonin, nessuno osava avanzare critiche, contestazioni». Come andò, è cosa nota: la procura chiese al gip Carreri di archiviare tutto. E nel libro, l'ex giudice racconta il «dietro le quinte» di quell'indagine finita nel nulla. Descrive le «voci» stando alle quali almeno due pm volevano quel fascicolo, perché «gestirlo era evidentemente molto importante». E lei che, intanto, lavorava «con un sottile senso di angoscia (â) guardavo fuori dalle finestre di casa per vedere se c'erano auto sospette che mi sorvegliavano». Arrivò una lettera anonima con una foto che ritraeva Zonin e Fojadelli seduti vicini, a un evento. Il corvo denunciava legami tra i pm e la banca, e riportava un lungo elenco di personalità (politici, giornalisti, carabinieri, prefetti) alle quali il presidente dell'istituto aveva inviato regali di Natale. «Certo, l'elenco conteneva solo amicizie e conoscenze di lavoro, destinatari di innocui regali, non dimostrava alcun reato. Però, anni dopo, avrei ritrovato alcuni di quei personaggi in rapporti di lavoro con Zonin o il suo Gruppo bancario». Nel libro sostiene di aver inviato la lettera alla procura generale di Ennio Fortuna ma che «sparì nel nulla».

«I reati erano evidenti» «Si capiva perfettamente, leggendo gli atti, che il procuratore (di Vicenza, ndr) non aveva voluto approfondire. Avrebbe dovuto procedere con intercettazioni, sequestri, verifiche bancarie, rogatorie, ordini di cattura. Il materiale poteva consentire indagini di alto livello. I reati balzavano agli occhi». Carreri ricostruisce alcuni episodi sospetti: dall'acquisto effettuato da Silvano Zonin - fratello di Gianni - di un palazzo a Venezia subito affittato a caro prezzo proprio a BpVi; ad alcune anomalie «che rappresentavano come Zonin usasse la banca come una delle sue tante aziende: un viaggio a Parigi a spese della banca, l'uso della carta di credito dell'Istituto per una vacanza personale, la elargizione di denaro della banca a sindacalisti e parrocchie del Veronese, l'uso personale di un aereo della bancaâ». Dettagli di cui custodisce le prove, e nel libro racconta di «vecchi scatoloni in cui conservo ancora oggi atti e documenti...». Ma la procura, si sa, la vedeva diversamente e chiese l'archiviazione. Nelle scorse settimane, Fojadelli ha difeso il suo operato: «La magistratura fece il suo dovere. Semplicemente, all'epoca non furono evidenziati comportamenti illegali». Cecilia Carreri scrive che «dopo giorni di lavoro ininterrotto, in completa solitudine, nel caldo opprimente dell'estate, avevo respinto quell'archiviazione e chiesto l'imputazione coatta. Avevo tentato così di salvare quel fascicolo disponendo che fosse celebrata subito l'udienza preliminare in cui discutere il rinvio a giudizio di Zonin e degli altri indagati». Cosa accadde in seguito? Per l'udienza preliminare «non si era riusciti a trovare un magistrato: quasi tutti avevano rapporti con quella banca per conti correnti, investimenti, mutui anche per importi molto rilevanti (â) Il gup che alla fine aveva celebrato l'udienza, Stefano Furlani, anziché limitarsi a valutare se disporre il rinvio a giudizio, aveva subito prosciolto Gianni Zonin e il consigliere delegato Glauco Zanioloâ». Decisione impugnata dalla procura generale, secondo la quale «il gup Furlani ha palesemente travalicato i limiti delle sue funzioni appropriandosi in modo non consentito del ruolo e dei compiti del giudice del dibattimento». Ma non cambiò nulla e Zonin alla fine ne uscì «pulito». Nel 2005 un nuovo rivolo dell'indagine finì in Corte d'appello «dove all'epoca vi erano diverse conoscenze, come il famoso pg Ennio Fortuna, Gian Nico Rodighiero, quello che mi aveva giurato vendetta e che si diceva andasse a caccia con Gianni Zonin, e Manuela Romei Pasetti, diventata presidente della Corte e che nel 2012 sarebbe stata cooptata nel Cda della siciliana Banca Nuova del Gruppo Popolare di Vicenza». Insomma, le inchieste non portarono alcun sviluppo investigativo nei confronti di «quella banca che già allora appariva come una centrale di affari che elargiva denaro a cascata. C'era stato un fuoco di sbarramento perché quegli atti non arrivassero neppure a un processo dibattimentale».

«Zonin era dappertutto» Gli anni successivi sono i più bui: il processo al suo mal di schiena, fino alla decisione di dimettersi. E oggi Carreri avanza la tesi di essere stata vittima di un complotto: «I fatti erano chiari: in un modo o nell'altro ero fuori dalla magistratura. Se volevano eliminarmi, ci erano riusciti facendo in modo che fossi io, disperata, a dare le dimissioni. Il linciaggio mediatico mi aveva dato il colpo di grazia e poteva aver avuto una regia occulta». L'ex gip che per primo si occupò di PopVicenza ricostruisce anche il successivo percorso professionale di alcuni dei protagonisti. «Oltre all'ex ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio, nel 2013 Zonin aveva assunto anche Giannandrea Falchi - capo della segreteria di Mario Draghi - che aveva diretto una delle ispezioni su BpVi (â) Zonin aveva piazzato l'ex prefetto di Vicenza Sergio Porena, gia probiviro della bancaâ». La lista è lunga (e comprende il figlio del pm Paolo Pecori «diventato uno degli avvocati della banca») anche perché «sembrava che Zonin fosse dappertutto». Infine, l'ultima stoccata è per i magistrati di Vicenza che attualmente indagano sul crollo dell'istituto. A colpirla, è «la clamorosa mancanza, da parte della procura, di sequestri di beni e patrimoni a garanzia delle parti lese, di ordinanze cautelari di arresto e carcerazione». Tutti gli indagati sono rimasti «a piede libero e hanno potuto tranquillamente inquinare le prove o fuggire all'estero, far sparire il loro patrimonio personale. Mai vista una cosa simile».

21 giugno 2017 (modifica il 22 giugno 2017)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Andrea Priante
Rispondi

Da: Krauto23/06/2017 11.56.42
Scusate l'intromissione in una discussione che non è strettamente attinente, ma del resto qui siete tutti già dipendenti dell'Agenzia delle Entrate e approfitto per chiedere questo:

FUA, produttività annuale e budget di sede sono la stessa cosa? O sono 3 (o 2) voci stipendiali diverse?

Grazie a chi risponde.
Rispondi

Da: grano23/06/2017 13.01.18
mi accodo alla richiesta della collega per chiedere quando saranno pagate fua, produttività annuale ecc.ecc.  2015
Rispondi

Da: Krauto23/06/2017 13.40.01
x grano: non sono ancora tuo collega... sto valutando una mobilità verso la AE.

Da quello che scrivi FUA e produttività annuale sono 2 voci e 2 importi distinti. E' così?
Rispondi

Da: ORPO__UNICUM23/06/2017 14.44.44
Rufficini?


Vi partecipo che il 5 luglio, ore 15:00, si svolgerà, alla presenza della Prof.ssa La pecorella, dell'Avv. Rufficini e del dott. Peleggi, la prevista riunione annuale sulle c.d." convenzioni triennali", oggetto di informativa.

Si è in attesa di ricevere la formale convocazione, di cui ho avuto oggi un'anticipazione, fornendo la disponibilità della Federazione CONFSAL-SALFi, per la riferita data del 5 luglio p.v..

Vi terrò informati sui successivi atti. 
Rispondi

Da: AB23/06/2017 15.34.03
Solo per la cronaca....l'autore dell'articolo contro i concorsi su Pagine risulta dal proprio curriculum, pubblicato sul sito dell'Agenzia, destinatario di "incarichi dirigenziali da luglio 2000".
Non mi meraviglia un articolo del genere....
Rispondi

Da: ORPO__UNICUM23/06/2017 16.55.23
Alcuni degli idonei non vincitori del 999 MiraLanza erano sttai "accontentati" ugualmente, con degli incarichi dirigenziali....altri no
Rispondi

Da: grano23/06/2017 17.13.21
confermo
Rispondi

Da: X Tutti 23/06/2017 17.33.49
Alcuni degli idonei del 999 come pure del 162 è 163 hanno avuto incarichi ma non si è seguita la graduatoria bensì altri parametri definiti cooptazioni insondabili . Ciò premesso i posti dirigenziali devono essere assegnati in primis agli IDONEI non ai giovani rampanti e senza esperienza.
Rispondi

Da: ORPO__UNICUM23/06/2017 17.44.10
In effetti un dubbio si pone....

Poi l'onta di vedersi processare da Csm: trasferita e sanzionata perché, nonostante il mal di schiena e gravi problemi familiari, aveva svolto delle attività sportive in mare.

Quello che non dice è che non era alle terme....ma credo in traversata...
Rispondi

Da: ORPO__UNICUM23/06/2017 18.04.34
La vicenda mi avev a colpito...


Il giudice velista, che regatava mentre era in mutua, è stato condannato dalla Corte dei conti a pagare soltanto 6.700 euroâIeri mattina, leggendo un importante quotidiano, l'indignazione è montata più del colesterolo. Scorrendo le righe, poi, è andata alle stelle. Riassumo per sommi capi.

Il gip (qualifica enfatizzata anche nel titolo) è nel caso particolare una donna, con la passione del vento e delle corse. Nel 2005 partecipa ad alcune regate di livello internazionale (il dettaglio se l'abbia fatto con la sua barca personale o meno, sembra superfluo) con piazzamenti senza infamia e senza lode. Peccato che succedano, le regate, proprio nei periodi in cui il medico certifica il congedo per malattia: dalla lombalgia alla cefalea, dal disturbo del sonno allo stato depressivo. Nel tribunale dove esercitava, Vicenza, se ne erano accorti ed era partita la protesta. Il Consiglio superiore della magistratura aveva aperto un procedimento disciplinare al termine del quale, il 16 novembre del 2007, le fu applicata la sanzione della perdita di anzianità di un anno e del trasferimento d'ufficio. Lei aveva anche presentato ricorso, ma le sue ragioni erano state respinte dalle sezioni unite della Cassazione il 23 maggio 2008.


Ora, la condanna della Corte dei conti, in tutto 6.714,28 euro. Un po' poco, direte voi, e avete ragione. Lo pensano anche decine di siti d'informazione on line e di blog che hanno ripreso l'articolo del quotidiano, onde per cui il titolo ormai corre sulla rete: graziata giudice velistaâ Letta la notizia, comunque, a me è parso modesto anche il provvedimento del Csm: un anno di anzianità e il trasferimento?

A proposito, l'articolo elencava un sacco di piccole informazioni aggiuntive, il nome della barca, delle regate, le miglia di mare percorse, etc etc, ma non accennava alla nuova destinazione del giudice. Se era stata trasferita, non era più a Vicenza, caro Watson. E dove sarà finita, la nostra signora velista: a giudicare fatti di rilevanza penale magari inviperita e rancorosa per la punizione, nonché impedita di filare sulle onde con il vento di bolina, e quindi forse poco serena nel giudizio? La domanda non sembrava secondaria. Perciò, sotto con Google e affini.


Provate a digitare "Cecilia Carreri" aggiungendo magari la parola "Csm".

I più avranno già capito, e hanno ragione.

Cecilia Carreri non è più giudice da tre anni, anche se gli organi di informazione continuano a definirla tale. La storia ha un finale che, a quanto pare, qualcuno si è dimenticato di scrivere. Il finale è contenuto nel comunicato che il Csm ha diffuso l'11 novembre 2009 ma che evidentemente non affiora nelle ricerche sulla rete. Eccolo: dopo la pronuncia della Cassazione, il 26 maggio 2008 l'organo di autogoverno ha aperto la procedura per la dispensa dal servizio, le cui conclusioni sono state anticipate dalle dimissioni volontarie della Carreri. La quale, come è suo diritto in un paese libero, ha raccolto le sue riflessioni su quella che considera una vicenda kafkiana di cui sarebbe stata vittima e ne ha fatto un libro. Qualcuno glielo ha anche pubblicato. Anche perché, come vedete dalle sue stesse parole, lei ha fiutato il vento e ha cavalcato l'onda. Non quella atlantica, quella antigiudici, molto di moda in questo paese.

Riceviamo e pubblichiamo la rettifica inviataci da Cecilia Carrieri.
Non si tratta di un articolo, ma di questo post del 21 settembre 2011
(29 settembre 2011)

Nel numero del 21 settembre 2011 de Il Fatto Quotidiano compare l'articolo, a firma Daria Lucca, intitolato "Il giudice velista che non è più giudice".
L'articolo di Daria Lucca, nel riportare un articolo del quotidiano "La Stampa" di Torino del 20 settembre 2011, si sofferma sul fatto che la sottoscritta non è più giudice da tre anni.
Di tale circostanza la giornalista offre al pubblico dei lettori una versione inesatta, volta a dimostrare che sarei stata licenziata o che mi sarei dimessa prima di essere dispensata/licenziata.
In particolare, si riporta la frase della giornalista: "dopo la pronuncia della Cassazione del 26 maggio 2008 l'organo di auto governo ha aperto la procedura per la dispensa dal servizio, le cui conclusioni sono state anticipate dalle dimissioni volontarie della Carreri."
La verità è del tutto diversa.
Ho dato le dimissioni con lettera del 30 maggio 2008, ancora prima di sapere il verdetto delle SSUU della Cassazione, depositato il 1° luglio del 2008, in sede di impugnazione della sentenza disciplinare del CSM del 27 novembre 2007.
Ho dato le dimissioni per contestare la legittimità della sentenza del processo disciplinare del CSM e la gogna mediatica cui sono stata ingiustamente esposta ai primi di gennaio del 2008 che ha negativamente condizionato l'appello allora pendente avverso tale sentenza, come è di fatto avvenuto.
Soltanto nel 2009, quando ero già fuori dall'ordinamento giudiziario, ho avuto copia della delibera del CSM dell'11 febbraio 2009, pervenutami per posta ordinaria.
La delibera dell' 11 febbraio 2009 si riferiva all'avvio di una procedura di dispensa dal servizio di cui non mi era mai stata data comunicazione dal CSM e che riguardava esclusivamente le mie condizioni di salute, procedura che fu interrotta con tale delibera.
Il Comunicato stampa del CSM dell'11 novembre 2009, pure richiamato dalla giornalista Daria Lucca, fu provocato dalle dichiarazioni dell'onorevole Castelli della Lega che, alla precedente puntata di Ballarò del 10 novembre 2009, si era lamentato che il giudice Carreri fosse ancora in servizio, mentre la sottoscritta, come fatto presente dal CSM con il predetto Comunicato, aveva già dato le dimissioni dal 2008.
Si chiede pertanto di rettificare nei termini indicati quanto espresso dalla giornalista Daria Lucca ai sensi dell'art. 8 della Legge 8 febbraio 1948.
Distinti saluti, Cecilia Carreri
27 settembre 2011
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Da: ORPO__UNICUM23/06/2017 18.07.08
Peccato che succedano, le regate, proprio nei periodi in cui il medico certifica il congedo per malattia: dalla lombalgia alla cefalea, dal disturbo del sonno allo stato depressivo...


Orpo!
Rispondi

Da: Agente 003 23/06/2017 18.12.33
Brava funzionaria.
E' proprio così è un ex incaricato ora pot in dc personale....   
Rispondi

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