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Elenco in ordine alfabetico delle domande di Giu - Procedura penale 'P'

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La fase del giudizio:   è diretta all'assunzione delle prove e emanazione sentenza.
La fase della deliberazione della sentenza è dettagliatamente disciplinata:   all'art. 527 del Codice di Procedura Penale.
La fase delle indagini preliminari inizia con:   l'acquisizione della notizia di reato.
La motivazione della sentenza penale:   può essere contestuale al dispositivo oppure essere depositata dal Giudice in un secondo momento.
La norma che disciplina l'esame a domicilio di testimoni, periti e consulenti tecnici è:   l'art. 502 del Codice di Procedura Penale.
La norma che disciplina l'esame del periti e del consulenti tecnici è:   l'art. 501 del Codice di Procedura Penale.
La norma del Codice di Procedura Penale che disciplina le contestazioni nell'esame testimoniale è:   l'art. 500 del Codice di Procedura Penale.
La perquisizione è:   l'attività volta a acquisire il corpo del reato o cose ad esso pertinenti.
La polizia giudiziaria può chiedere al Pubblico Ministero l'autorizzazione a presentare immediatamente l'imputato a giudizio davanti al giudice di pace quando:   si tratti di reati procedibili d'ufficio.
La sentenza di assoluzione emessa con la formulazione "l'imputato non lo ha commesso" significa che:   il fatto esiste nella sua materialità ma non è attribuibile all'imputato.
La sentenza di condanna pronunciata per un fatto nuovo senza che siano osservate le disposizioni in proposito indicate nel Codice di Procedura Penale, è:   nulla, soltanto nella parte relativa al fatto nuovo.
La sentenza di condanna pronunciata per un reato concorrente senza che siano osservate le disposizioni in proposito indicate nel Codice di Procedura Penale, è:   nulla, soltanto nella parte relativa al reato concorrente.
La sentenza di condanna pronunciata per una circostanza aggravante, senza che siano osservate le disposizioni in proposito indicate nel Codice di Procedura Penale, è:   nulla, soltanto nella parte relativa alla circostanza aggravante.
La sentenza di non luogo a procedere contiene l'imputazione?   Sì.
La sentenza di non luogo a procedere può essere resa:   in udienza preliminare.
La sentenza di non luogo a procedere:   è revocabile.
La sentenza di proscioglimento:   può assumere la forma della sentenza di non doversi procedere o della sentenza di assoluzione.
La sentenza penale:   definisce una fase o un grado del processo.
La sentenza penale:   deve essere motivata a pena di nullità.
L'art. 103 del Codice di Procedura Penale enuncia le garanzie di libertà del difensore, specificando, tra l'altro, che:   alle ispezioni, alle perquisizioni ed ai sequestri negli uffici del difensori procede personalmente il Giudice ovvero, nel corso delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero in forza di motivato decreto di autorizzazione del Giudice.
L'art. 103 del Codice di Procedura Penale enuncia le garanzie di libertà del difensore, specificando, tra l'altro, che:   non è consentita l'intercettazione relativa a conversazioni o comunicazioni del difensori, consulenti tecnici e loro ausiliari, né a quelle tra i medesimi e le persone da loro assistite.
L'art. 128 del Codice di Procedura Penale, stabilisce che, salvo quanto disposto per i provvedimenti emessi nell'udienza preliminare e nel dibattimento, gli originali del provvedimenti del Giudice sono depositati in cancelleria entro:   cinque giorni dalla deliberazione.
L'art. 156 del Codice di Procedura Penale, espressamente sancisce che le notificazioni all'imputato detenuto sono eseguite nel luogo di:   detenzione mediante consegna di copia alla persona.
L'art. 213 del Codice di Procedura Penale detta le regole cui attenersi per la ricognizione di persone. Il terzo comma sancisce espressamente che l'inosservanza delle disposizioni contenute è causa di:   nullità della ricognizione.
L'art. 274 del Codice di Procedura Penale indica le esigenze cautelari che legittimano l'emissione di una misura cautelare; esse:   sono alternative, ossia già una sola di esse giustifica l'applicazione della misura cautelare.
L'art. 322 del Codice di Procedura Penale dispone che, contro il decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice, possono proporre richiesta di riesame, anche nel merito:   l'imputato e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione.
L'art. 335 del Codice di Procedura Penale letteralmente recita che l'iscrizione della notizia di reato nel registro delle notizie di reato avvenga:   immediatamente.
L'art. 347 del Codice di Procedura Penale, comma 2 bis, con riferimento all'obbligo di riferire la notizia di reato, espressamente stabilisce che esso deve essere adempiuto al più tardi entro:   48 ore, qualora siano stati compiuti atti per i quali è prevista l'assistenza del difensore.
L'art. 347, primo comma, del Codice di Procedura Penale con riferimento all'obbligo di riferire la notizia di reato, espressamente stabilisce che esso deve essere adempiuto:   dalla Polizia Giudiziaria.
L'art. 347, primo comma, del Codice di Procedura Penale, con riferimento all'obbligo di riferire la notizia di reato, stabilisce espressamente che esso deve essere adempiuto:   senza ritardo.
L'art. 347, terzo comma, del Codice di Procedura Penale con riferimento all'obbligo di riferire la notizia di reato, espressamente stabilisce che in ogni caso, quando sussistono ragioni di urgenza, la comunicazione della notizia di reato è data immediatamente:   anche in forma orale.
L'art. 364 del Codice di Procedura Penale, espressamente prevede che il Pubblico Ministero invita la persona sottoposta alle indagini a presentarsi a norma dell'art. 375 del Codice di Procedura Penale se deve procedere a:   ispezione.
L'art. 364 del Codice di Procedura Penale, espressamente prevede che il Pubblico Ministero invita la persona sottoposta alle indagini a presentarsi a norma dell'art. 375 del Codice di Procedura Penale se deve procedere a:   confronto.
L'art. 380 del Codice di Procedura Penale, stabilisce che gli ufficiali e gli agenti di Polizia Giudiziaria, procedono all'arresto obbligatorio in flagranza in caso di delitto di:   rapina previsto dall'art. 628 del Codice Penale e di estorsione previsto dall'art. 629 del Codice Penale
L'art. 380 del Codice di Procedura Penale, stabilisce che gli ufficiali e gli agenti di Polizia Giudiziaria, procedono all'arresto obbligatorio in flagranza in caso di delitto di:   furto previsto dall'art. 624 bis del Codice Penale
L'art. 380 del Codice di Procedura Penale, stabilisce che gli ufficiali e gli agenti di Polizia Giudiziaria, procedono all'arresto obbligatorio in flagranza in caso di:   delitti contro la personalità dello Stato previsti nel titolo I del libro II del Codice Penale per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni.
L'art. 380 del Codice di Procedura Penale, stabilisce che gli ufficiali e gli agenti di Polizia Giudiziaria, procedono all'arresto obbligatorio in flagranza in caso di:   delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope puniti a norma dell'art. 73 del T.U. n. 309/1990, salvo che ricorra la circostanza prevista dal comma 5 del medesimo articolo.
L'art. 380 del Codice di Procedura Penale, stabilisce che gli ufficiali e gli agenti di Polizia Giudiziaria, procedono all'arresto obbligatorio in flagranza in caso di:   delitti di partecipazione, promozione, direzione e organizzazione della associazione di tipo mafioso prevista dall'art. 416-bis del Codice Penale
L'art. 380 del Codice di Procedura Penale, stabilisce che gli ufficiali e gli agenti di Polizia Giudiziaria, procedono all'arresto obbligatorio in flagranza in caso di:   delitti contro l'incolumità pubblica previsti nel titolo VI del Libro II del Codice Penale per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a tre anni o nel massimo a dieci anni.
L'art. 380 del Codice di Procedura Penale, stabilisce che gli ufficiali e gli agenti di Polizia Giudiziaria, procedono all'arresto obbligatorio in flagranza in caso di:   porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse.
L'art. 380 del Codice di Procedura Penale, stabilisce che gli ufficiali e gli agenti di Polizia Giudiziaria, procedono all'arresto obbligatorio in flagranza in caso di:   delitti di promozione, costituzione, direzione e organizzazione delle associazioni segrete previste dall'art. 1 della legge n. 17/1982.
L'art. 412 del Codice di Procedura Penale, rubricato "Avocazione delle indagini preliminari per mancato esercizio dell'azione penale", prevede che l'avocazione è disposta dal:   Procuratore Generale presso la Corte d'Appello.
L'art. 415-bis del Codice di Procedura Penale prevede che, quando il Pubblico Ministero, a seguito delle richieste dell'indagato, dispone nuove indagini, queste devono essere compiute entro:   trenta giorni dalla presentazione della richiesta.
L'art. 421 bis del Codice di Procedura Penale espressamente stabilisce che il Giudice, se le indagini preliminari sono incomplete, emette l'ordinanza per l'integrazione delle indagini; del provvedimento è data comunicazione:   al Procuratore Generale presso la Corte d'Appello.
L'art. 444 del Codice di Procedura Penale, al primo comma, sancisce che possono chiedere al giudice il cosiddetto "patteggiamento"?   L'imputato e il Pubblico Ministero.
L'art. 449 del Codice di Procedura Penale, espressamente dispone che se l'arresto in flagranza non è convalidato il Giudice procede comunque a giudizio direttissimo quando:   l'imputato e il Pubblico Ministero vi consentono.
L'art. 458 del Codice di Procedura Penale, prevede che l'imputato, a pena di decadenza, può chiedere il giudizio abbreviato, depositando nella cancelleria del Giudice per le indagini preliminari la richiesta, con la prova della avvenuta notifica al P.M. entro:   quindici giorni dalla notificazione del decreto di giudizio immediato.
L'art. 476 del Codice di Procedura Penale disciplina la materia del reati commessi in udienze, prevedendo che quando viene commesso un reato in udienza, il:   Pubblico Ministero procede a norma di legge, disponendo l'arresto dell'autore nei casi consentiti.
L'art. 5 del Codice di Procedura Penale stabilisce che la Corte d'Assise è competente per ogni delitto doloso se dal fatto è derivata la morte di una o più persone, escluso, fra gli altri, il delitto di:   morte o lesioni come conseguenza di altro delitto.
L'art. 5 del Codice di Procedura Penale stabilisce che la Corte d'Assise è competente per ogni delitto doloso se dal fatto è derivata la morte di una o più persone, escluso, fra gli altri, il delitto di:   omissione di soccorso.
L'art. 5 del Codice di Procedura Penale stabilisce che la Corte d'Assise è competente per ogni delitto doloso se dal fatto è derivata la morte di una o più persone, escluso, fra gli altri, il delitto di:   rissa.
L'art. 519 del Codice di Procedura Penale, espressamente sancisce che nel casi in cui, a seguito delle modifiche del fatto storico, vi siano nuove contestazioni da parte del P.M., l'imputato può chiedere un termine per la difesa. In tal caso, il Giudice sospende il dibattimento per un tempo non superiore a:   quaranta giorni.
L'art. 527 del Codice di Procedura Penale, riconosce a ciascun Giudice la possibilità di enunciare le ragioni della propria opinione e di votare su ciascuna questione. Il Presidente raccoglie i voti cominciando:   dal Giudice con minore anzianità di servizio e vota per ultimo.
L'art. 527 del Codice di Procedura Penale, riconosce a ciascun Giudice la possibilità di enunciare le ragioni della propria opinione e di votare su ciascuna questione:   il voto su una singola questione prescinde dal voto espresso sulle altre.
L'art. 546 del Codice di Procedura Penale, al secondo comma, stabilisce che la sentenza emessa dal Giudice collegiale è sottoscritta dal Presidente e dal Giudice estensore. Se il Presidente non può sottoscrivere, alla sottoscrizione, previa menzione dell'impedimento, provvede il:   componente più anziano del collegio.
L'art. 546 del Codice di Procedura Penale, al secondo comma, stabilisce che la sentenza emessa dal Giudice collegiale è sottoscritta dal Presidente e dal Giudice estensore. Se l'estensore non può sottoscrivere, alla sottoscrizione, previa menzione dell'impedimento, provvede il:   solo Presidente.
L'art. 55 del Codice di Procedura Penale stabilisce che la Polizia Giudiziaria deve compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova del reati e raccogliere quant'altro possa servire per l'applicazione della legge penale. Tale attività può essere svolta dagli ufficiali ed agenti di Polizia Giudiziaria?   Si, può essere svolta dagli ufficiali ed agenti di Polizia Giudiziaria anche di propria iniziativa.
L'art. 55 del Codice di Procedura Penale stabilisce che la Polizia Giudiziaria deve compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova del reati. Tale attività può essere svolta dagli ufficiali ed agenti di Polizia Giudiziaria?   Sì, può essere svolta dagli ufficiali e dagli agenti di Polizia Giudiziaria anche di propria iniziativa.
L'art. 55 del Codice di Procedura Penale stabilisce che la polizia giudiziaria deve impedire che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori. Tale attività può essere svolta:   dagli ufficiali e dagli agenti di polizia giudiziaria, anche di propria iniziativa.
L'art. 55 del Codice di Procedura Penale stabilisce che la polizia giudiziaria deve ricercare gli autori del reato e compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova. Tale attività può essere svolta:   dagli ufficiali e dagli agenti di polizia giudiziaria, anche di propria iniziativa.
L'art. 55 del Codice di Procedura Penale stabilisce che la polizia giudiziaria ha il compito raccogliere quant'altro possa servire per l'applicazione della legge penale. Tale attività può essere svolta:   dagli ufficiali e dagli agenti di polizia giudiziaria, anche di propria iniziativa.
L'art. 552, comma 3, del Codice di Procedura Penale, prevede che il termine per comparire, che deve intercorrere tra la notificazione del provvedimento di citazione a giudizio e l'udienza è di:   sessanta giorni.
L'art. 6 del Codice di Procedura Penale sancisce che il Tribunale è competente:   per i reati che non appartengono alla competenza della Corte d'Assise o del Giudice di pace.
L'art. 649 del Codice di Procedura Penale, stabilisce che l'imputato prosciolto con sentenza o decreto penale divenuti irrevocabili:   non può essere di nuovo sottoposto a procedimento penale per il medesimo fatto, neppure se questo viene diversamente considerato per il titolo, per il grado o per le circostanze, salvo quanto disposto dagli artt. 69 comma 2 e 345 del Codice di Procedura Penale.
L'art. 651 bis, del Codice di Procedura Penale, espressamente stabilisce che la sentenza penale irrevocabile di proscioglimento pronunciata per particolare tenuità del fatto in seguito a dibattimento:   ha efficacia di giudicato quanto all'accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e all'affermazione che l'imputato lo ha commesso, nel giudizio civile o amministrativo, per il risarcimento del danno promosso nei confronti del prosciolto.
L'art. 651 del Codice di Procedura Penale espressamente sancisce che la sentenza penale irrevocabile di condanna pronunciata in seguito a dibattimento ha efficacia di giudicato, quanto:   all'accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e all'affermazione che l'imputato lo ha commesso, nel giudizio civile per il risarcimento del danno.
L'art. 651 del Codice di Procedura Penale espressamente stabilisce che la sentenza penale irrevocabile di condanna pronunciata in seguito a dibattimento:   ha efficacia di giudicato quanto all'accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e all'affermazione che l'imputato lo ha commesso, nel giudizio civile o amministrativo per il risarcimento del danno.
L'art. 651 del Codice di Procedura Penale espressamente stabilisce che la sentenza penale irrevocabile di condanna pronunciata in seguito a dibattimento:   ha efficacia di giudicato quanto all'accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e all'affermazione che l'imputato lo ha commesso, nel giudizio civile o amministrativo per le restituzioni.
L'art. 656, comma 2, del Codice di Procedura Penale, con riferimento all'esecuzione delle pene detentive, prevede che, se il condannato è già detenuto, l'ordine di esecuzione è:   comunicato al Ministro di Grazia e Giustizia e notificato all'interessato.
L'art. 656, primo comma, del Codice di Procedura Penale, espressamente stabilisce che, quando deve essere eseguita una sentenza di condanna a pena detentiva, il Pubblico Ministero emette ordine di esecuzione con il quale:   se il condannato non è detenuto, ne dispone la carcerazione e copia dell'ordine è consegnata all'interessato.
L'art. 658 del Codice di Procedura Penale, prevede che quando deve essere eseguita una misura di sicurezza, diversa dalla confisca, ordinata con sentenza:   il Pubblico Ministero presso il Giudice che ha emesso il provvedimento trasmette gli atti al Pubblico Ministero presso il Magistrato di sorveglianza competente per le misure di sicurezza.
L'art. 665 del Codice di Procedura Penale, espressamente stabilisce, al primo comma, che, salvo diversa disposizione di legge, competente a conoscere dell'esecuzione di un provvedimento è il:   Giudice che lo ha deliberato.
L'art. 665, comma 4 bis, del Codice di Procedura Penale, statuisce che, se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi dal Tribunale in composizione monocratica e collegiale, l'esecuzione è attribuita in ogni caso al:   collegio.
L'art. 666 del Codice di Procedura Penale statuisce che il Giudice dell'esecuzione procede a richiesta del Pubblico Ministero, dell'interessato o del difensore. Se la richiesta appare manifestamente infondata per difetto delle condizioni di legge ovvero costituisce mera riproposizione di una richiesta già rigettata, basata sui medesimi elementi, il Giudice o il Presidente del collegio:   sentito il Pubblico Ministero, la dichiara inammissibile con decreto motivato, che è notificato entro cinque giorni all'interessato.
L'art. 666 del Codice di Procedura Penale, rubricato "procedimento di esecuzione", statuisce che il Giudice dell'esecuzione procede a richiesta:   del Pubblico Ministero, dell'interessato o del difensore.
L'art. 669 del Codice di Procedura Penale, in materia di pluralità di sentenze per il medesimo fatto contro la stessa persona, al quarto comma stabilisce che, quando le pene principali sono uguali:   si tiene conto della eventuale applicazione di pene accessorie o di misure di sicurezza e degli altri effetti penali.
L'art. 669, comma 5, del Codice di Procedura Penale dispone che:   se la sentenza revocata era stata in tutto o in parte eseguita, l'esecuzione si considera come conseguente alla sentenza rimasta in vigore.
L'art. 669, comma 6, del Codice di Procedura Penale dispone che le disposizioni di tale articolo:   si applicano se si tratta di più decreti penali o di sentenze e di decreti ovvero se il fatto è giudicato in concorso formale con altri fatti o quale episodio di un reato continuato, premessa, ove necessaria, la determinazione della pena corrispondente.
L'art. 669, comma 7, del Codice di Procedura Penale dispone che:   in caso di più sentenze di non luogo a procedere o di proscioglimento pronunciate nei confronti della stessa persona per il medesimo fatto, il Giudice, se l'interessato entro il termine previsto non indica la sentenza che deve essere eseguita, ordina l'esecuzione della sentenza più favorevole, revocando le altre.
L'art. 669, comma 9, del Codice di Procedura Penale, dispone che:   se si tratta di sentenza di non luogo a procedere e di sentenza pronunciata in giudizio o di decreto penale, il Giudice ordina l'esecuzione della sentenza pronunciata in giudizio o del decreto.
L'art. 669, primo comma, del Codice di Procedura Penale dispone che se più sentenze di condanna:   divenute irrevocabili sono state pronunciate contro la stessa persona per il medesimo fatto, il Giudice ordina l'esecuzione della sentenza con cui si pronunciò la condanna meno grave, revocando le altre.
L'art. 670 del Codice di Procedura Penale, riguardante le questioni sul titolo esecutivo, stabilisce, al primo comma che quando il Giudice dell'esecuzione accerta che il provvedimento manca o non è divenuto esecutivo, valutata anche nel merito l'osservanza delle garanzie previste nel caso di irreperibilità del condannato, lo dichiara con:   ordinanza e sospende l'esecuzione.
L'art. 678 del Codice di Procedura Penale, in tema di procedimento di sorveglianza, stabilisce che le funzioni di Pubblico Ministero sono esercitate:   davanti al Tribunale di sorveglianza, dal Procuratore Generale presso la Corte d'Appello e, davanti al Magistrato di sorveglianza, dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale della sede dell'Ufficio di sorveglianza.
L'art. 678 del Codice di Procedura Penale, prevede che davanti al Magistrato di sorveglianza, le funzioni di Pubblico Ministero sono esercitate:   dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale della sede dell'Ufficio di sorveglianza.
L'art. 681, primo comma, del Codice di Procedura Penale, stabilisce che la domanda di grazia, diretta al Presidente della Repubblica, è sottoscritta dal condannato ed è presentata al:   Ministro di Grazia e Giustizia.
L'art. 684 del Codice di Procedura Penale espressamente dispone che quando vi è fondato motivo per ritenere che sussistono i presupposti perché il Tribunale disponga il rinvio il Magistrato di sorveglianza può ordinare il differimento dell'esecuzione o, se la protrazione della detenzione può cagionare grave pregiudizio al condannato, la liberazione del detenuto. Il provvedimento adottato dal magistrato conserva efficacia sino a quando non sopraggiunga la decisione del tribunale a cui gli atti:   devono essere immediatamente trasmessi.
L'art. 7 del Codice di Procedura Penale, sulla competenza del pretore, è stato abrogato con il decreto legislativo n. 51 del:   1998.
L'art. 8 del Codice di Procedura Penale statuisce che, fuori del casi in cui dal fatto sia derivata la morte, la competenza per territorio è determinata:   dal luogo in cui il reato si è consumato.
L'atto di citazione davanti al giudice di pace, se l'imputato non è identificato in modo certo è:   nullo.
Le "letture" sono disciplinate dagli:   articoli da 511 a 515 Del Codice di Procedura Penale.
Le condizioni che impongono al giudice di emanare la sentenza di cui all'art. 129 del Codice di Procedura Penale e che riguardano aspetti meramente procedurali sono:   estinzione del reato e mancanza di una condizione di procedibilità.
Le funzioni di Pubblico Ministero, per i giudizi di impugnazione innanzi alla corte di appello, sono esercitate:   dai magistrati della Procura Generale presso la Corte d'Appello.
Le indagini preliminari:   rappresentano la prima fase del procedimento penale ed hanno natura pre-processuale.
Le misure cautelari interdittive sono misure cautelari:   personali.
Le misure interdittive, ai sensi dell'art. 287 del Codice di Procedura Penale, salvo quanto previsto da disposizioni particolari, possono essere applicate solo quando si procede per delitti per i quali la legge stabilisce la pena:   dell'ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a tre anni.
L'esperimento giudiziale è disposto con:   ordinanza.
L'esperimento giudiziale è:   un mezzo di prova.
L'ordinanza di integrazione delle indagini di cui all'art. 421 bis del Codice di Procedura Penale può essere pronunciata:   se le indagini preliminari sono incomplete.
L'ordinanza penale:   deve essere motivata a pena di nullità.
L'ordine indicato dal Codice di Procedura Penale, con riferimento alla formulazione e illustrazione delle conclusioni è:   Pubblico Ministero, difensore della parte civile, difensore del responsabile civile, difensore della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria e difensore dell'imputato.
L'udienza preliminare, stante il disposto dell'art. 418 del Codice di Procedura Penale, si svolge:   in camera di consiglio.